Cagnulari: l’anima nascosta del Nord Sardegna
Se cerchi l’essenza della Sardegna del Nord, tra Sassari e Alghero, non puoi che imbatterti nel Cagnulari. Un vitigno che ha vissuto una vera e propria rinascita: fino agli anni ’70 e ’80 era considerato un “operaio” del vigneto, usato solo per dare colore e acidità ad altri vini o, peggio, espiantato per far posto a varietà più redditizie. Poi, il colpo di scena: la riscoperta della purezza, che lo ha trasformato in un vino di gran qualità.
Un albero genealogico tra Sardegna e Spagna
Le radici del Cagnulari raccontano una storia affascinante. Studi genetici rivelano parentele strette con il Graciano della Rioja e il Bovale Grande, suggerendo un legame indissolubile con la Spagna. Del resto, tra la Sardegna e la Penisola Iberica il feeling è secolare: lo dicono i ritrovamenti di vinaccioli nuragici e lo conferma la lunga dominazione catalana (1479-1714).
Anche se le prime tracce scritte risalgono alla fine dell’800, oggi possiamo quindi dire: il Cagnulari è un autoctono sardo a tutti gli effetti.
Dove nasce il mito: Terroir e Clima
Cresce tra rocce calcaree, sedimenti alluvionali, arenarie e terre vulcaniche. Ma il vero segreto è il mare: le brezze marine accarezzano i grappoli regalandoci un clima mediterraneo temperato che si ritrova tutto nel bicchiere.
Identikit sensoriale
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Alla vista: Un rosso rubino profondo, con ipnotici riflessi violacei.
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Al naso: Un’esplosione di frutta nera (more, visciole, mirtilli) che danza con note di rosa rossa e viola. Il finale è speziato e intrigante: pepe, liquirizia, noce moscata e un tocco di cuoio, il tutto sostenuto da una solida mineralità.
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Al palato: Strutturato e avvolgente, ma con un’eleganza innata. I tannini sono importanti ma setosi, la freschezza è vibrante e il finale è fruttato e persistente.
Gli Assaggi da non perdere:
Chessa:
Cantine Chessa: Eleganza in bottiglia
Oltre a un Vermentino da applausi, le Cantine Chessa firmano un Cagnulari che è un piccolo capolavoro.
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L’esperienza: Un bouquet che spazia dalla frutta rossa alle erbe della macchia mediterranea. In bocca è pieno, fresco e avvolgente, con tannini maturi che lasciano il palato pulito e una persistenza che invita al bis.
Tramonti: 
Vigna sul Mare: Un vino giocato sulla finezza. Fiori rossi, frutti neri maturi e una mineralità spiccata si intrecciano a note di cannella e tabacco. È vigoroso ma armonioso, perfetto con carni bianche e rosse, piatti di media complessità o semplicemente da solo, per godersi il momento
Il consiglio in più: Dell’azienda non lasciatevi sfuggire l’eccellente Rosato da Cannonau, una vera chicca. 
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In conclusione
Il Cagnulari è il “fratello meno noto” del celebre Cannonau (o meglio, dei Cannonau, vista la straordinaria biodiversità dell’isola), ma non ha nulla da invidiargli. È un vino che ha saputo aspettare il suo momento e che oggi siede a pieno titolo tra i migliori autoctoni italiani.

