IL MERCATO DEI VINI DELLA FIVI – Il vino dei vignaioli

Il Mercato dei Vini della Fivi che si è tenuto a Piacenza il 26 e 27 novembre è stato un gran bell’evento che ha visto partecipare circa 420 vignaioli ( in deciso aumento rispetto all’anno scorso) ed oltre 9.000 visitatori che, con l’azzeccatissima consueta formula, hanno potuto discutere, assaggiare ed acquistare direttamente dai produttori i vino di loro preferenza. Grandissima parte dei vignaioli presenti erano coltivatori  medio piccoli impegnati direttamente nella conduzione delle loro vigne  con dedizione e passione. Mi ha impressionato molto poi la presenza di  giovani che hanno ripreso la tradizione dei padri, apportando innovazione, cultura enoica e comportamenti sempre più rispettosi dell’ambiente.  Insomma un’evoluzione del tutto positiva della figura del “contadino” fai da te a “vignaiolo” evoluto che pratica agricoltura moderna ma sostenibile. Un bel biglietto da  visita per il futuro della produzione  vinaria italiana. 06 La presenza diretta dei produttori e la possibilità di scambiare con loro impressioni, conoscere i loro progetti  enologici, condividere vita e preoccupazioni della vigna ed infine poter comprare direttamente da loro, saltando la catena commerciale, è oro prezioso sia per diffondere il consumo informato e non compulsivo del vino sia per rilanciarne l’uso quotidiano popolare che privilegi la qualità sulla quantità. Intendiamoci magari gran parte dei vini presenti non erano i  “cru”  celebrati dalle  grandi guide, che solo pochi possono permettersi, ma vini che mantengono in maniera più che dignitosa franchezza, pulizia qualità  e, soprattutto, bontà e piacevolezza di beva e che si situano, se vogliamo classificarli, su una scala di qualità non di molto inferiore ai quelli di cui sopra ma con prezzi decisamente più “popolari”. Quindi vini di buona qualità provenienti spesso da vitigni autoctoni di zone piccolissime da bere anche ogni giorno, accessibili ad un gran numero di persone. In pratica il futuro del vino in Italia come lo vede il sottoscritto. Perché è vero che l’export è molto importante ma bisogna sempre ricordare che i mercati più grandi del vino rimangono in Europa ed in particolare in Francia e in Italia e che i cosi detti vitigni internazionali fra breve verranno prodotti perfettamente anche in Cina e che infine è  l’Italia che ha la più ampia varietà di vitigni e quindi di ricchezza  enoica. Quindi prosit  Mercato dei Vini e benvenuta qualsiasi altra manifestazione di questo tipo per un vino popolare e di qualità. Seguiranno brevi recensioni dei vini che mi hanno più favorevolmente impressionato.