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FIORI DI BACCO = PASQUA SUL TIRRENO !?

Siamo a Pasqua e siamo di nuovo in lock down, chiusi in casa senza possibilità di andarci a godere il risveglio della natura al mare, in collina, in montagna o dove più ci piace. E allora ho pensato di proporvi una rotta virtuale sul Tirreno che unisce due dei luoghi che amo di più : la Sicilia ed in particolare la sua costa tirrenica e la Toscana, costa maremmana.

Venendo al sodo : cassata alla palermitana, anzi per la precisione alla bagherese, abbinata all’ansonica DOC Argentario passito. Tanto mare, tanta freschezza, tanta sapidità. In sintesi tanta …primavera.

Ma veniamo alla ricetta della Cassata :

a pasta frolla è quella classica ma, per chi fosse interessato, vi descrivo la mia per una torta per 6/8 persone circa:

350 gr. di farina

150 gr. di burro

150 gr. di zucchero di canna 2

2 tuorli e 1 uovo

5/6 grammi di  lievito vanigliato

sale

scorza di limone (ovviamente non trattato)

– mettete la farina a campana, aggiungere scorza di limone, zucchero e burro. Dopo una breve lavorazione aggiungete uova lievito, sale; create l’impasto e lasciatelo riposare in frigo per un’ora circa avvolto in una pellicola.

Per la  ricotta di farcitura ( da usare anche per cannoli, sfince, etc.):
1 kg di ricotta di pecora ( mi raccomando buona e fresca! – es. potete prendere quella di Pitzalis o da Francessco, a nome mio, banco 23 mercato di Piazza Epiro)
200 gr. zucchero di canna (ma chi ama il dolce ed il… candido puo arrivare fino a 300 gr. di zucchero raffinato)
80 gr di gocce di cioccolata fondente ( le trovate in qualsiasi supemercato)

- Prima di tutto far sgocciolare la ricotta per una notte intera, poi aggiungete lo zucchero e amalgamate bene; dopo un mezz’ora di riposo la potete setacciare per renderla più fluida o, se la preferirite più “croccante” come piace a me, pochi secondi di minipimer…ed alla fine le gocce di cioccolato.
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- Prendere una teglia col bordo staccabile (la mia ha un diametro di circa 24 cm.) imburratela ed infarinatela, dopodichè foderatela alla base ed ai bordi con la pastafrolla, fate qualche buchino sulla base inferiore della pastafrolla ed aggiungete la lavorazione di ricotta; coprite infine con un altro disco di pastafrolla unendolo bene con i bordi. Bucherellare anche questo. Mettete tutto in forno; nel mio termoventilato ho fatto cuocere a 170° per circa 35 min; nel forno statico immagino che dovete aumentare un pò temperatura e tempi. (regolatevi…)
Dopo la cottura, per evitare sbriciolature, vi consiglio di farla raffreddare, poi di tenerla per qualche ora in frigo e di aprire la teglia solo dopo. Spolverate con zucchero a velo…e mangiate a volontà!|
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- Veniamo all’abbinamento: la torta è dolce ma anche un pizzico sapida, pastosa, succulenta e con una certa grassezza per via della ricotta. Abbiamo bisogno di un vino (dolce) che non sia troppo pastoso, conservi una buona acidità un buon tenore alcolico ma che abbia  al tempo stesso un discreta aromatiticità. Ed allora ho voluto provare l’ansonica in versione passito. Uva semiaromatica, mediterranea, anzi decisamente marina, nella versione dell’azienda bio “Il Cerchio” di Capalbio. Si chiama “Dolce A.”, sprigiona aromi classici di frutta gialla matura, fiori di acacia, note vegetali mediterranee (ginestra, lentisco), sentori salmastri. In bocca è secco, caldo, abbastanza rotondo, sapido e molto fresco. Assolutamente poco stucchevole ritorni retrolfattivi di nuovo  fruttati.
L’abbinamento con la cassata è stato sorprendente per piacevolezza e fusione di aromi e sapori, eleganti, mai stucchevoli e con una bella sensazione di pulizia e freschezza finale, che (purtroppo!!) invita a fare nuovi e ripetuti abbinamenti! Insomma una bella esperienza di primavera mediterranea!!
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Insieme al Dolce A. vi cosiglio vivamente di assaggiare anche l’ansonica del Cerchio Bio. Un vino che partendo dalla antica “rusticità e ruvidezza” di quello anticamente prodotto ed usato dai pescatori del GIglio come tutto pasto a bordo delle barche e dei pescherecci, raggiunge nel caso del Cerchio livelli di eleganza e finezza assolutamente sorprendenti, sfiorando l’eccellenza. Vi consiglierei di assaggiare anche il vermentino e gli altri ottimi  vini del Cerchio.
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Vi segnalo peraltro che, assieme ad altri produttori agroalimentari della zona, la Cantina ha organizzato un servizio di consegna a domicilio per la città di Roma. Sotto i riferimenti del Cerchio. Potete scrivere o telefonare (Corinna) a nome del sottoscritto per maggiori informazioni e per accordarvi per acquisti e consegne.
 

IL CERCHIO s.s.a – Via Valmarina 24 – 58011 Capalbio (GR) . P.IVA. n. 01471230530